ELISA, OLTRE IL DOLORE

La mia famiglia è composta da mio marito, Adriano, e dalla nostra splendida cagnolona, India, che ci riempie la casa di tanto amore e allegria.
Amo nuotare e l’acqua ha un potere calmante sulla mia anima. Un tuffo in piscina o nel mare riesce a rimettermi in pace con il mondo.
Adoro viaggiare e il mio compagno di viaggio ideale è proprio mio marito. Visitare altre culture permette di allargare le proprie conoscenze e di scoprire le tante diverse sfaccettature dell’essere umano. Credo che anche il più piccolo paese possa lasciare il segno nella nostra vita.
I miei genitori mi hanno educato alla libertà di pensiero, alla coerenza e alla trasparenza, perciò da sempre vivo in virtù di questi insegnamenti.

Progetto “Lacrime di Perla”

Come nasce questo progetto?
Il “Progetto Lacrime di Perla” nasce qualche anno fa da una chiacchierata tra paziente e fisioterapista. La paziente esprime al proprio fisioterapista la necessità di condividere con altre persone la propria esperienza con il dolore cronico e la voglia al fine di sentirsi meno sola. Il fisioterapista ascolta empaticamente e qualche settimana dopo propone alla paziente di provare a divulgare e condividere. E così Paolo (il fisioterapista) ed Elisa (la paziente) hanno iniziato a presentare delle serate in diverse località lombarde affrontando diversi aspetti del dolore, dando così informazioni che possano essere utili, in maniera particolare a chi quotidianamente convive con una sofferenza. Durante questi incontri, sono stati coinvolti diversi professionisti al fine di allargare le conoscenze nell’ambito del dolore.

Perché Lacrime di Perla?
Parlare di dolore non è sempre cosa facile, così si è pensato di trovare un nome che avesse un’accezione positiva e che facesse comprendere quanto prezioso può essere tutto questo dolore. Leggendo la metafora dell’ostrica descritta in modo meraviglioso da Khalil Gibran, capirete l’obiettivo del nostro progetto: migliorare la resilienza di chi soffre.

Fisiologicamente un’ostrica reagisce all’entrata di impurità producendo una perla. Quando infatti un elemento estraneo penetra nell’ostrica creando un’azione di forte disturbo, il mollusco per proteggersi inizia a secernere una sostanza madreperlacea che isola, strato su strato, questo corpo estraneo. La perla è dunque il risultato di una ferita cicatrizzata e rappresenta la bellezza che nasce dal dolore.

“La perla” di K. Gibran
C’era una volta una conchiglia…
Se ne stava in fondo al mare cullata dalle onde, sfiorata dal passaggio sinuoso di pesci colorati e cavallucci marini, fino a quando…
una tempesta giunse a lei, sconvolgendole la vita.
La violenza delle onde la capovolse più e più volte facendola girare, rotolare, urtare, trasportandola lontano fino a che, ammaccata e dolorante, si fermò.
Stava cercando di capire dov’era finita quando, improvvisa, una fitta allucinante la trapassò.
Che stava succedendo ancora?
Ah..ecco!
Attraverso le valve, nello stravolgimento di prima, era riuscito ad intrufolarsi un sassolino che, pur piccolo, aveva contorni spigolosi ed appuntiti.
Sulla carne viva faceva proprio male …
La conchiglia provò a muoversi ed a “sputarlo” fuori, ma senza risultato.
Tentò e ritentò anche nei giorni seguenti.
Il dolore non passava. Pianse, e pian piano le sue lacrime ricoprirono il sassolino.
Strano, il dolore iniziava ad attenuarsi. Cercò ancora di eliminarlo, ma ormai faceva parte di lei.
Tra le maglie della rete, assieme ai pesci, un pescatore vide una conchiglia.
La aprì e, meraviglia, si trovò tra le mani ruvide e callose una perla bellissima, rilucente.
La girò e rigirò: perfetta!
Disse un’ostrica a un’altra ostrica sua vicina: «Ho dentro di me un gran dolore.
È qualcosa di pesante e tondo, e io sono allo stremo».
Replicò l’altra ostrica con altezzoso compiacimento: «Sia lode ai cieli e al mare, io non ho nessun dolore in me. Sto bene e sono sana sia dentro che fuori».
In quel momento passava un granchio e udì le due ostriche, e disse a quella che stava bene ed era sana sia dentro che fuori:
«Sì, tu stai bene e sei sana; ma il dolore che la tua vicina porta in sé è una perla di straordinaria bellezza».

LE LOCANDINE DELLE SCORSE EDIZIONI

Edizione 2016 Meda

Edizione 2017 Cermenate

Edizione 2018 Pogliano Milanese

Edizione 2018 Almenno San Salvatore

ELISA PRATIFFI

Ideatrice del progetto "Lacrime di perla"

Il mio interesse al dolore nasce quasi come un’esigenza, in quanto sono affetta da una rara patologia ossea: la displasia fibrosa poliostotica. La convivenza con la malattia non è stata e non è sempre serena, poiché caratterizzata dalla cronicità del dolore. Alterno periodi che io considero buoni, ove la soglia del dolore è nei limiti della mia normalità, a momenti molto bui, ove mi è difficile vivere la mia normalità.
Nonostante ciò ho un approccio alla vita positivo.
Sono fermamente convinta della trasversalità del tema dolore in ogni sua forma, e sento l’esigenza di divulgare le mie conoscenze in merito, così da essere d’aiuto a tutti coloro che abbiano il dolore presente nella propria vita.

2004
“Laurea in tecniche di laboratorio biomediche” presso l’Università degli Studi di Milano
2006 ad oggi
Lavoro come tecnico di laboratorio biomedico nel Laboratorio di Riferimento Regionale per lo Screening Neonatale presso il P.O. Buzzi ASST FBF Sacco di Milano
2009 - 2016
Svolgo il compito di facilitatrice di gruppi di auto-aiuto per famigliari di persone affette da patologie mentali presso Progetto Itaca a Milano
2011
Incontro Paolo diventando sua paziente
2016 - 2018
Organizzo insieme a Paolo diversi incontri divulgativi con tema dolore
2017
Divento socia SIPNEI
2019
Inizio il progetto “Lacrime di Perla”
ELISA, OLTRE IL DOLORE

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